Nel cuore di Saronno sta prendendo forma Torre Parko, una nuova torre residenziale pensata come parte attiva della trasformazione urbana della città. Il progetto nasce per riorganizzare il rapporto tra architettura, spazio costruito e aree verdi, superando l’idea di un edificio isolato e introducendo una presenza capace di dialogare con il contesto circostante.
In questo percorso, l’architettura diventa uno strumento di rigenerazione urbana, mentre il calcestruzzo architettonico guida l’intero intervento. Il progetto è firmato da PARK Associati, con Marco Siciliano nel ruolo di Project Director, mentre la realizzazione dei pannelli prefabbricati in calcestruzzo architettonico è stata curata da PROGRESS, con l’impiego delle matrici RECKLI.
Un nuovo landmark residenziale nel cuore di Saronno
Torre Parko si inserisce nel tessuto urbano di Saronno come un nuovo riferimento residenziale, all’interno di un’area interessata da un importante processo di trasformazione. Il progetto interpreta questo cambiamento attraverso un’architettura che valorizza il contesto esistente, riorganizzando il rapporto tra edifici, spazi aperti e qualità dell’abitare.
La torre è concepita come un organismo aperto, in relazione costante con la città e il verde circostante. Gli spazi vegetali assumono un ruolo attivo nel progetto, alleggerendo la percezione del volume e migliorando il rapporto tra architettura e ambiente. Da questa integrazione nasce il concetto di “polmone verde”, elemento centrale dell’intervento.
Il concept architettonico: una torre che respira
Il concept architettonico si fonda sull’idea di superare la tradizionale immagine della torre come volume compatto e monolitico.
Come spiegato da Marco Siciliano, Project Director di PARK Associati, l’idea di partenza è stata quella di: “esplorare il tema della torre non come un volume chiuso e monolitico, ma come un organismo capace di respirare, dialogando con la luce e con il verde così come con il contesto urbano di Saronno”.
La scansione verticale assume un ruolo progettuale centrale, scomponendo la massa edilizia e introducendo una lettura più dinamica dell’edificio. Gli spazi aperti rafforzano questa articolazione, creando profondità e variazioni percettive.
In questo equilibrio tra materia e vuoto, la luce naturale diventa un elemento attivo, capace di modellare le superfici nel corso della giornata mettendo in evidenza il ritmo architettonico della torre.

Il calcestruzzo architettonico come materia espressiva
La scelta del calcestruzzo faccia a vista risponde alla volontà di unire funzione strutturale e qualità espressiva in un unico gesto progettuale.
Secondo PARK Associati, il materiale è stato selezionato perché: “permette di esprimere l’architettura all’interno della contemporaneità, lasciando al tempo stesso traccia del passato industriale dell’area”.
Il sistema costruttivo fonde così aspetti strutturali ed estetici senza soluzione di continuità, rendendo la materia protagonista diretta del linguaggio architettonico, senza mediazioni o rivestimenti aggiuntivi.
Texture e superfici: il ruolo delle matrici RECKLI
Le superfici di Torre Parko sono realizzate attraverso pannelli prefabbricati in calcestruzzo, una scelta che consente di controllare con precisione sia la qualità esecutiva sia la resa estetica finale. A caratterizzare le facciate è l’impiego delle matrici RECKLI con pattern 2/42 NAAB, utilizzate per imprimere al calcestruzzo una texture distintiva e profondamente materica.
Come racconta Marco Siciliano, la scelta del pattern nasce dalla ricerca di: “una vibrazione che il solo cemento a vista non ci avrebbe restituito, una texture capace di suggerire un ritmo verticale naturale, quasi artigianale”.
Le rigature verticali introducono, infatti, un ritmo architettonico che accompagna lo sviluppo in altezza della torre. Da lontano rafforzano la percezione della verticalità, mentre da vicino rivelano una dimensione più tattile e irregolare, capace di restituire profondità alle superfici.

Prefabbricazione e qualità esecutiva
La realizzazione dei pannelli prefabbricati ha rappresentato una sfida tecnica rilevante, come racconta Robert Wenter, responsabile di produzione di PROGRESS: “le principali difficoltà sono state la realizzazione delle nervature ogni 75 cm e la velocità del cantiere, con un piano completato ogni due settimane”.
Nonostante i ritmi serrati, la produzione ha garantito elevati standard qualitativi. In totale sono stati realizzati circa 650 elementi prefabbricati, senza criticità legate all’utilizzo delle matrici, confermando l’affidabilità del sistema anche in un complesso contesto produttivo.
Un’architettura che dialoga con la città
Torre Parko restituisce un’idea di architettura residenziale in cui progetto, materia e processo costruttivo sono strettamente integrati tra loro. La qualità del disegno e la cura delle superfici, insieme all’uso consapevole del calcestruzzo architettonico, definiscono un edificio riconoscibile, solido e pensato per durare nel tempo.
Come sottolinea PROGRESS, il materiale svolge una duplice funzione: “serve come elemento strutturale e isolante, ma affascina anche come superficie, rafforzando l’impatto architettonico complessivo dell’edificio”.
Il risultato è un intervento che interpreta l’abitare verticale attraverso un linguaggio misurato e contemporaneo, nel quale tecnica ed espressione architettonica convivono con grande equilibrio. Torre Parko mostra come il calcestruzzo possa diventare parte attiva di un progetto, contribuendo alla costruzione della sua identità e della qualità architettonica complessiva.